Migrazioni e lavoro

La mobilità territoriale e il lavoro sono due aspetti fondamentali e profondamente intrecciati della storia.

Possiamo leggere la storia delle migrazioni come una storia della ricerca del lavoro lontano dal luogo di residenza; e, a sua volta, la storia del lavoro come una storia delle tante mobilità effettuate per svolgere un'attività lavorativa. Le occasioni di lavoro sono sempre state delle potenti calamite per attirare i percorsi migratori, così come la spinta alla mobilità territoriale ha creato da secoli occasioni di lavoro per chi aveva qualcosa da offrire ai migranti (servizi, informazioni, beni di consumo).

I ritmi del lavoro sono quindi anche i ritmi degli spostamenti. Nelle campagne le più importanti attività agricole richiedevano nei mesi estivi una quantità tale di manodopera da obbligare il mondo rurale a una miriade di micro e macro spostamenti. Il lavoro di fabbrica e di officina ha conosciuto momenti di alta richiesta legati alle stagioni dell'anno o alla domanda dei mercati, per cui la mancanza di operai venuti da fuori poteva rappresentare una strozzatura letale per i processi produttivi. Anche i servizi conoscevano i loro andamenti ciclici: le domestiche, i facchini, il personale alberghiero e il piccolo commercio, ad esempio, risentivano degli spostamenti stagionali dei ceti benestanti e delle scelte residenziali delle élites.

Da un punto di vista storiografico appare dunque naturale che per molti studiosi l'interesse per il lavoro si sia spesso affiancato all'interesse per la mobilità territoriale, come se l’approfondimento dell'una fosse una logica conseguenza dello studio dell’altro. Tuttavia i due ambiti hanno conosciuto una fortuna alterna, con un andamento simile in Italia e fuori: molto frequentata la storia del lavoro fino a una ventina di anni fa per poi conoscere una fase di stanca dalla seconda metà degli anni '90, letteralmente esplosa in termini di quantità di studi la storia delle migrazioni a partire proprio dalla fine degli anni '90. Oggi assistiamo a una nuova fase di attenzione per entrambi i settori, in Italia ancora agli inizi.

La collana vuole inserirsi in una ripresa degli studi sulla storia del lavoro e della mobilità territoriale che molto deve all’influenza estera ma che può vantare solide radici nella tradizione storiografica italiana. Verranno promosse le ricerche comprese in un arco temporale lungo, dall’età antica al mondo contemporaneo, che terranno unite entrambe le prospettive, senza però disdegnare quegli studi che in entrambi gli ambiti si caratterizzeranno per un approccio originale e innovativo.
Vogliamo inoltre aprirci al contributo delle scienze sociali, proponendo un dialogo e un approccio metodologico capace realmente di mettere in comunicazione ambiti disciplinari troppo spesso separati.

Direttori

Comitato scientifico

€ 20.00

Migrazioni bassopadane

Nani Michele

Migrazioni e lavoro