n.35 Oralità e scrittura: il parlamento di Sardegna (secc. XIV-XVIII)

A cura di: Nicoletta Bazzano e Miquel Fuertes Broseta

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ISBN: 978-88-85812-57-4

Questa raccolta di saggi, dedicata alle corts del regno di Sardegna in età moderna, intende, sulla scia di recenti ricerche che hanno ripreso i temi relativi alla rappresentanza, approfondire il tema del parlamento quale "teatro della parola", palcoscenico dove progressivamente si sedimentano specifiche regole di comportamento e dove tenta di radicarsi una comunità politica. Tenendo come filo conduttore il rapporto fra oralità e scrittura, fra parola parlata e parola scritta, si valorizza la centralità politica del parlamento sardo, approfondendo temi fino a questo momento analizzati solo dal punto di vista storico-istituzionale. I saggi sulla formalizzazione del processo verbale (N. Bazzano, Gli acta curiarum: la nascita di una tipologia testuale fra oralità e scrittura) e sulla figura dei sindaci (M. Fuerte Broseta, Portavoci nella corte reale. I sindicos dei parlamenti sardi) vogliono evidenziare le progressive modalità di articolazione di un’istituzione parlamentare come quella sarda che, seppure emanazione di un regno periferico, riesce a mettere a punto dispositivi procedurali e retorici efficaci, in grado di instaurare un rapporto criticamente dialettico con la Corona. Nel corso del Seicento, proprio nel momento in cui le assemblee parlamentari della Corona d’Aragona perdono di importanza, la consapevolezza della sua forza riesce quindi a rendere il parlamento il fulcro della nascente opinione pubblica, sia in Sardegna che a corte (R. Pilo, Pasquinate violente e dibattito assembleare nella stagione della crisi nel XVII secolo). L’eliminazione del parlamento all’interno dell’architettura istituzionale sarda, con il passaggio dagli Asburgo ai Savoia, non ne affievolisce il ricordo. Esso, infatti, ritorna prepotente nella delicata stagione di fine Settecento, quando il dissenso politico esplode (M. Lepori, Le riunioni stamentarie di fine Settecento: dibattito interno e opinione pubblica). La Sardegna di età moderna si presenta così come un cantiere dove si svolge un’esperienza originale di costruzione della rappresentanza e della rappresentazione politica, utile per imbastire un rinnovato dialogo sul ruolo delle strutture parlamentari di Antico Regime.

Numero Pagine: 183
Pubblicazione: 2020